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| "Willkommen auf dem College Middleton" (benvenuti al college middleton) recita una scritta stampata su una lastra di marmo attaccata al muro. Un muro bianco e intonacato. Quando ero piccola quel muro, anzi, tutti i muri, erano di fredda pietra. I pavimenti di marmo ora sono lucidi. Se fossi viva mi ci potrei specchiare. Non erano così una volta. E quelle colonne dietro le quali mi nascondevo dai miei fratelli! Ora non ci sono più. Le scalinate sono più larghe e il legno scricchiolante è stato sostituito da liscia pietra. | 3 | 0 | -- In: ---- By: ---- |
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Ala Est
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| Feste. Balli sfarzosi. Musica. Voci. Ogni tanto chiudo gli occhi e la rivedo come era allora. Illuminata dalla luce di mille candele. Amici che ridono e chiacchierano. Fanciulle sedute ai lati, intente a lanciare sguardi ammaliatori ai ragazzi di loro interesse. E sul divano rosso e oro la rivedo. Danielle. E mi sorride. E a quel piccolo gesto il mio cuore fa un balzo. Poi apro gli occhi e tutto ciò viene rimpiazzato da una grande stanza vuota. | 3 | 0 | -- In: ---- By: ---- |
| Non so perchè questa stanza mi fa venire sempre fame. Anche da morto. Quando in teoria non dovrei provare nulla di tutto ciò. Forse il ricordo dei buoni pranzi che consumavamo qui. Anche se la stanza è diversa. Li, dove ci sono tutte quelle finestre, una volta c'era un corridoi che portava in cucina. E dove ora ci sono quelle alte macchine infernali c'era la credenza delle marmellate. Adoravo quella credenza. Una volta ricordo che, mentre mi arrampicavo su una sedia per prendere la confettura di pesche, la mia preferita, caddi, portando con me un intero scaffale. E la faccia della mamma quando lo scoprì. Ero sicuro mi avrebbe diseredato! - Subsections:
- Cucine
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| Fa ancora freddo qui. E c'è tanta umidità. Mette ancora i brividi. Forse di più perchè ora ci sono tutte queste macchine che fanno strani suoni e lucine. Una volta avevo paura di stare qui sotto da solo. Non mi ci avvicinavo nemmeno. Mio padre mi raccontò una volta che ai tempi di suo nonno bambino, li venivano rinchiusi davvero persone poco raccomandabili e nemici vari. Il nonno, invece, faceva trascorrere qualche giorno li sotto i domestici che andavano puniti, senza cibo o acqua. Papà non lo ha mai fatto che io sappia. Diceva essere un'usanza barbara. | 3 | 0 | -- In: ---- By: ---- |
| Chi potrebbe mai dire che una volta, al posto di questi lettini bianchi con la biancheria di lino, ci fossero solo pile e pile di giocattoli. Miei e dei miei fratelli. E quella porticina bianca. Una volta era color mogano. Era sempre chiusa a chiave. Ma una volta riuscii ad entrarci. Era la camera di Dorotea, la nostra tata. Ora ci vive una donnetta bassa e ossuta, la chiamano dottoressa Morrison. | 3 | 0 | -- In: ---- By: ---- |
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Ala Ovest
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| Salotti eleganti. Camere degli ospiti. Stanze della servitù. Stanze del cucito, della musica e della lettura. Tutti quei bei mobili laccati. Tutti quegli specchi dalle pesanti cornici dorate, tutte ghirigori. I divanetti in velluto. Tutto sparito. Ed è passato così tanto tempo. Così tanto da non saper collocare le giuste funzioni nelle varie stanze. Ora sono praticamente tutte uguali. Tavoli, sedie e una lastra nera con segni bianchi sopra. | 3 | 0 | -- In: ---- By: ---- |
| Percorrendoli sembra che non sia cambiato nulla. Sembra. Non ci sono più i ricchi e pesanti arazzi, dietro i quali nascondersi. Le finestre non sono più infossate, ma piatte e perfettamente trasparenti. Il pavimento è più liscio e lucido. Le porte sono regolari e non più pesanti. - Subsections:
- Bagni
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Torri
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